ITMO20130247A1 - Siringa per l'erogazione di fluidi - Google Patents

Siringa per l'erogazione di fluidi

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piston
plunger
elastic means
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Antonio Fontana
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Lameplast Spa
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Description

Descrizione di Brevetto per Invenzione Industriale avente per titolo:
“SIRINGA PER L’EROGAZIONE DI FLUIDI”.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad una siringa per l’erogazione di fluidi. Le siringe di tipo noto consistono in un corpo siringa, di forma tubolare, all’interno del quale scorre uno stantuffo.
Lo scorrimento dello stantuffo, ottenuto per azionamento di un’asta, spinge il fluido contenuto nel corpo siringa ad uscire attraverso una bocca di erogazione.
Le siringhe di tipo noto sono impiegate in numerosissimi campi della medicina, ad esempio per somministrare un fluido medicale ad un paziente o semplicemente trasferirlo da un dispositivo medico, come una sacca, un circuito o simili, ad un altro.
In una speciale applicazione, le siringhe sono collegate ad un sistema di somministrazione di un farmaco in polvere e il fluido in esse contenuto altro non è che aria, destinata a fungere da veicolo trasportante la polvere. In tali circostanze, la corsa di avanzamento dello stantuffo determina il volume di aria che viene spostato ma la forza e la velocità con cui si spinge lo stantuffo determinano sensibili variazioni nella tipologia di flusso d’aria che fuoriesce dalle siringhe.
In altre parole, a seconda della velocità con cui lo stantuffo viene azionato dall’operatore, il flusso di aria può risultare più o meno in grado di trasportare polvere e, in molte circostanze, la quantità di farmaco trasportato dall’aria varia sconvenientemente da caso a caso.
È facile comprendere, quindi, come in alcuni settori di applicazione delle siringhe di tipo noto sia particolarmente sentita la necessità di azionare gli stantufi in modo ripetibile, cioè imprimendo ad essi sempre la stessa forza e la stessa velocità ad ogni somministrazione.
Il compito principale della presente invenzione è quello di escogitare una siringa per l’erogazione di fluidi in grado di soddisfare tale esigenza.
Altro scopo del presente trovato è quello di escogitare una siringa per l’erogazione di fluidi che consenta di superare i menzionati inconvenienti della tecnica nota nell’ambito di una soluzione semplice, razionale, di facile ed eficace impiego e dal costo contenuto.
Gli scopi sopra esposti sono raggiunti dalla presente siringa per l’erogazione di fluidi secondo la rivendicazione 1.
Altre caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione di una forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, di una siringa per l’erogazione di fluidi, illustrata a titolo indicativo, ma non limitativo, nelle unite tavole di disegni in cui:
la figura 1 è una vista in esploso della siringa secondo il trovato;
la figura 2 è una vista in sezione della siringa secondo il trovato;
le figure da 3 a 5 illustrano, in una successione di viste in assonometria, il funzionamento della siringa secondo il trovato.
Con particolare riferimento a tali figure, si è indicato globalmente con 1 una siringa per l’erogazione di fluidi.
A questo proposito si specifica che il fluido erogato dalla siringa 1 può essere qualunque sostanza allo stato liquido o gassoso, oppure un prodotto viscoso, ad esempio allo stato di pasta e di gel, o in polvere, in particolare polveri molto fini dotate di grande scorrevolezza.
Nella forma di attuazione mostrata nelle figure, ad esempio, la siringa 1 è destinata a contenere e spostare aria ed è collegata ad un circuito C di somministrazione di un farmaco in polvere, che sfrutta l’aria proveniente dalla siringa come veicolo di trasporto della polvere.
Come detto, tuttavia, non si escludono alternative soluzioni realizzative in cui la siringa 1 è destinata a contenere e spostare altre tipologie di fluidi. La siringa 1 comprende:
- un corpo siringa 2, 3 contenente il fluido e provvisto di almeno una bocca 4 di erogazione del fluido stesso;
- un elemento a stantuffo 5, 6, 7 scorrevole a tenuta all’ interno del corpo siringa 2, 3; e
- mezzi elastici 8 interposti tra il corpo siringa 2, 3 e l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 e atti a spingere l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 lungo il corpo siringa.
Il corpo siringa 2, 3 comprende, a sua volta, un elemento tubolare 2 che si estende lungo un asse longitudinale A ed è provvisto di una prima estremità assiale 2a, in corrispondenza della quale è ricavata la bocca 4, e di ima seconda estremità assiale 2b, opposta alla prima, dotata di un’apertura di introduzione 9 dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7.
Nella forma di attuazione mostrata nelle figure, la bocca 4 consiste in un beccuccio di attacco al circuito C, ma è facile comprendere che la forma e le dimensioni della bocca 4 sono modificabili in funzione del tipo di utilizzo e di aggancio.
Il corpo siringa 2, 3, inoltre, comprende un elemento di base 3 associato alla seconda estremità assiale 2b e provvisto di una prima superficie di riscontro 10 per i mezzi elastici 8.
L’elemento di base 3 comprende un collare 11 calzabile sulla seconda estremità assiale 2b.
Il collare 11 é provvisto di prime sedi di accoppiamento 12 impegnabili con altrettanti primi dentini di aggancio 13 ricavati sulla seconda estremità assiale 2b.
L’elemento di base 3 comprende, inoltre, una prima staffa di presa 14 che si estende trasversalmente rispetto all’elemento tubolare 2.
La prima staffa di presa 14, in pratica, consiste in una placca che si estende verso l’esterno rispetto al collare 11, per consentire la presa da parte dell’utilizzatore, e in parte anche verso l interno del collare 11, andando a definire la prima superfìcie di riscontro 10.
L’elemento tubolare 2 e l’elemento di base 3 sono utilmente realizzati separatamente, ad esempio per stampaggio ad iniezione di materiale plastico, ed assemblati successivamente.
L’elemento a stantuffo 5, 6, 7 comprende un corpo stantuffo 5 destinato ad entrare in contatto strisciante con la superfìcie interna dell’elemento tubolare 2, garantendone la tenuta.
Il corpo stantuffo 5, ad esempio, consiste in un disco avente una prima faccia 15 rivolta verso il fluido da erogare contenuto nel corpo siringa 2, 3, ed una seconda faccia 1 6 opposta alla prima.
L’elemento a stantuffo 5, 6, 7 comprende anche un’asta di spinta 6, che è associata al corpo stantuffo 5 e che, in configurazione di assemblaggio, fuoriesce dall’elemento tubolare 2 attraverso l’apertura di introduzione 9 per l’azionamento dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7 da parte dell’utilizzatore.
Più in dettaglio, l’asta di spinta 6 è unita alla seconda faccia 16 del corpo stantuffo 5.
L’elemento a stantuffo 5, 6, 7 comprende una seconda superficie di riscontro 17 per i mezzi elastici 8.
La seconda superficie di riscontro 17 è ricavata su una porzione del corpo stantuffo 5 e, in particolare, coincide con la seconda faccia 16.
L’elemento a stantuffo 5, 6, 7 comprende, infine, una seconda staifa di presa 7 che è impugnabile dall’utilizzatore e che si estende trasversalmente rispetto all’asta di spinta 6.
La seconda staffa di presa 7 è associabile all’estremità dell’asta di spinta 6 opposta al corpo stantufo 5 ed è provvista di secondi dentini di aggancio 18 impegnabili in altrettante seconde sedi di accoppiamento 19 ricavate sull’asta di spinta 6.
Il corpo stantuffo 5 e l’asta di spinta 6 sono utilmente realizzati in corpo unico, ad esempio per stampaggio ad iniezione di materiale plastico.
Anche la seconda staffa di presa 7 è ottenibile ad esempio per stampaggio ad iniezione di materiale plastico, separatamente dal corpo stantuffo 5 e dall’asta di spinta 6, ai quali viene assemblato successivamente.
I mezzi elastici 8 sono atti a spingere l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 lungo il corpo siringa 2, 3 nel verso di fuoriuscita del fluido attraverso la bocca 4. In altre parole, i mezzi elastici 8 sono predisposti per produrre una forza di tipo elastico che tende ad opporsi allestrazione dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7 dal corpo siringa 2, 3, quando l’utilizzatore muove l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 per aspirare il fluido, e che riporta l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 verso la bocca 4 quando l’utilizzatore lo rilascia.
I mezzi elastici 8 comprendono almeno una molla elicoidale 20 disposta attorno all’asta di spinta 6 ed avente una prima parte terminale 20 a in battuta sulla prima superficie di riscontro 10 ed una seconda parte terminale 20b, opposta alla prima, in battuta sulla seconda superficie di riscontro 17. La siringa 1 è dotata, vantaggiosamente, di mezzi di bloccaggio temporaneo 21, 22, 23 per il bloccaggio temporaneo dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7 in una configurazione di caricamento dei mezzi elastici 8 in cui, anche se l’utilizzatore rilascia l’asta di spinta 6, la molla elicoidale 20 rimane caricata e l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 non scorre lungo il corpo siringa 2, 3.
I mezzi di bloccaggio temporaneo 21, 22, 23 comprendono:
almeno una spalla trasversale 21, che è ricavata su almeno uno tra l’elemento di base 3 e l’asta di spinta 6 e sulla quale è presente almeno una scanalatura 22;
almeno una nervatura 23 ricavata sull’altro tra l’elemento di base 3 e l’asta di spinta 6 e collocabile in appoggio sulla spalla trasversale 21 per il bloccaggio dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7 nella configurazione di caricamento e collocabile sostanzialmente combaciante alla scanalatura 22 per lo sbloccaggio dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7.
Nella forma di attuazione mostrata nelle figure, la spalla trasversale 21 è ricavata sull’elemento di base 3 ed è dotata di due scanalature 22, che sono impegnabili da due corrispondenti nervature 23 ricavate sull’asta di spinta 6.
Le nervature 23 si estendono longitudinalmente all’asta di spinta 6, da parti opposte della stessa e per un tratto di lunghezza corrispondente alla corsa effettiva dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7.
Quando le nervature 23 sono inserite nelle scanalature 22 come in figura 3, l’asta di spinta 6 può scorrere longitudinalmente rispetto al corpo siringa 2, 3 e l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 viene spinto dai mezzi elastici 8 portando il corpo stantufo 5 in prossimità della bocca 4.
Quando l’ utilizzatore applica sulla seconda staffa di presa 7 una forza superiore alla forza esercitata dai mezzi elastici 8, allora l’elemento a stantufo 5, 6, 7 può essere estratto allontanando il corpo stantuffo 5 dalla bocca 4 e aspirando fluido all' del corpo siringa 2, 3 (figura 4).
Durante l’aspirazione, le nervature 23 scorrono longitudinalmente all’interno delle scanalature 22 fino a fuoriuscire completamente dal corpo siringa 2, 3.
In questa posizione, l’elemento di base 3 e l’asta di spinta 6 sono reciprocamente ruotabili attorno all’asse longitudinale A per l’allineamento/disallineamento delle scanalature 22 e delle nervature 23. A partire dalla posizione mostrata in figura 4, ad esempio, la rotazione dell’asta di spinta 6 permette di disallineare le scanalature 22 e le nervature 23, le quali vanno in appoggio sulla spalla trasversale 21 per il bloccaggio dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7 nella configurazione di caricamento (figura Nel momento in cui si richiede l’erogazione del fluido, l utilizzatore agisce sulla seconda staffa di presa 7 e ruota l’asta di spinta 6 senza applicare alcuna forza longitudinale.
Durante la rotazione, quindi, le nervature 23 strisciano sulla spalla trasversale 21 fino a raggiungere la posizione di allineamento alle scanalature 22 quando, per effetto dei mezzi elastici 8, l’elemento a stantuffo 5, 6, 7 scatta longitudinalmente.
L’avanzamento dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7 lungo il corpo siringa 2, 3 e, conseguentemente, la velocità con cui il fluido viene erogato attraverso la bocca 4 sono ottenuti esclusivamente per effetto della forza impressa dai mezzi elastici 8.
Visto che la forza esercitata dalla molla elicoidale 20 è una specifica caratteristica della stessa, dunque, è facile comprendere che l’erogazione del fluido può essere eseguita con modalità sempre uguali ad ogni ripetizione.
Ciò, chiaramente, non significa che l’uscita del fluido avviene a velocità costante, anzi è lecito attendersi che il fluido esca più velocemente ad inizio corsa, quando la molla elicoidale 20 è molto compressa, e più lentamente a fine corsa, quando la molla elicoidale 20 è meno compressa.
Tuttavia, se si ripetono più volte le operazioni di aspirazione, bloccaggio dell’elemento a stantuffo 5, 6, 7 nella configurazione di caricamento e successivo sbloccaggio, ad ogni ripetizione il fluido esce dalla siringa 1 sempre nello stesso modo e con lo stesso andamento, permettendo di assicurare costanza di comportamento tra una erogazione e l’altra.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Siringa (1) per l’erogazione di fluidi, comprendente: - almeno un corpo siringa (2, 3) contenente un fluido e provvisto di almeno una bocca (4) di erogazione di detto fluido; almeno un elemento a stantuffo (5, 6, 7) scorrevole a tenuta all’interno di detto corpo siringa (2, 3); caratterizzato dal fatto che comprende mezzi elastici (8) interposti tra detto corpo siringa (2, 3) e detto elemento a stantuffo (5, 6, 7) atti a spingere detto elemento a stantuffo (5, 6, 7) lungo detto corpo siringa (2, 3).
  2. 2) Siringa (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti mezzi elastici (8) sono atti a spingere detto elemento a stantufo (5, 6, 7) lungo detto corpo siringa (2, 3) nel verso di fuoriuscita di detto fluido attraverso detta bocca (4).
  3. 3) Siringa (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto corpo siringa (2, 3) comprende almeno un elemento tubolare (2) provvisto di una prima estremità assiale (2a) in corrispondenza della quale è ricavata detta bocca (4) e di una seconda estremità assiale (2b), opposta alla prima, dotata di un’apertura di introduzione (9) di detto elemento a stantufo (5, 6, 7).
  4. 4) Siringa (1) secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detto corpo siringa (2, 3) comprende almeno un elemento di base (3) associato a detta seconda estremità assiale (2b) e provvisto di almeno una prima superficie di riscontro (10) per detti mezzi elastici (8).
  5. 5) Siringa (1) secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto elemento di base (3) comprende almeno una prima stafa di presa (14) che si estende trasversalmente rispetto a detto elemento tubolare (2).
  6. 6) Siringa (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 3 a 5, caratterizzata dal fatto che detto elemento a stantuffo (5, 6, 7) comprende: almeno un corpo stantuffo (5) in contatto strisciante con la superficie interna di detto elemento tubolare (2); ed almeno un’asta di spinta (6) che è associata a detto corpo stantuffo (5) e che fuoriesce da detto elemento tubolare (2) attraverso detta apertura di introduzione (9) per l’azionamento di detto elemento a stantuffo (5, 6, 7) da parte di un utilizzatore.
  7. 7) Siringa (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto elemento a stantufo (5, 6, 7) comprende almeno una seconda superficie di riscontro (17) per detti mezzi elastici (8).
  8. 8) Siringa (1) secondo le rivendicazioni 6 e 7, caratterizzata dal fatto che detta seconda superficie di riscontro (17) è ricavata su una porzione di detto corpo stantuffo (5).
  9. 9) Siringa (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 6 a 8, caratterizzata dal fatto che detto elemento a stantufo (5, 6, 7) comprende almeno una seconda stafa di presa (7) che si estende trasversalmente rispetto a detta asta di spinta (6).
  10. 10) Siringa (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 6 a 9, caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici (8) comprendono almeno una molla elicoidale (2) disposta attorno a detta asta di spinta (6) ed avente una prima parte terminale (20a) in battuta su detta prima superficie di riscontro (10) ed una seconda parte terminale (20b) in battuta su detta seconda superficie di riscontro (17).
  11. 11) Siringa (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi di bloccaggio temporaneo (21, 22, 23) di detto elemento a stantufo (5, 6, 7) in una configurazione di caricamento di detti mezzi elastici (8).
  12. 12) Siringa (1) secondo la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di bloccaggio temporaneo (21, 22, 23) comprendono: - almeno una spalla trasversale (21), che è ricavata su almeno uno tra detto elemento di base (3) e detta asta di spinta (6) e sulla quale è presente almeno una scanalatura (22); almeno una nervatura (23) ricavata sull’altro tra detto elemento di base (3) e detta asta di spinta (6), collocabile in appoggio su detta spalla trasversale (21) per il bloccaggio di detto elemento a stantufo (5, 6, 7) in detta configurazione di caricamento e collocabile sostanzialmente combaciante a detta scanalatura (22) per lo sbloccaggio di detto elemento a stantuffo (5, 6, 7), detto elemento di base (3) e detta asta di spinta (6) essendo reciprocamente ruotabili attorno ad un asse longitudinale (A) per l allineamento/disallineamento di detta scanalatura (22) e di detta nervatura (23).
  13. 13) Siringa (1) secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che detta spalla trasversale (21) è ricavata su detto elemento di base (3) e detta nervatura (23) è ricavata su detta asta di spinta (6).
  14. 14) Siringa (1) secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che detta nervatura (23) si estende longitudinalmente a detta asta di spinta (6).
  15. 15) Siringa (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 12 a 14, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di bloccaggio temporaneo (21, 22, 23) comprendono due di dette scanalature (22) e due di dette nervature (23).
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